Essere ritrattista per Silvia Amodio significa soprattutto sapersi rapportare con i suoi soggetti. Non è una notazione così ovvia come potrebbe apparire a una prima lettura perché nella sua evoluzione personale la fotografa ha cominciato riprendendo gli animali per poi passare solo in un secondo tempo agli umani. Ciò le ha permesso di sviluppare una particolare sensibilità nei confronti dei soggetti che si è trovata di fronte.
Qualche anno fa in Italia il collezionismo fotografico era appannaggio di pochissimi appassionati e si può affermare che non solo mancava nei fatti un vero e proprio mercato, ma non esisteva neppure quella cultura estetica e tecnica che ne costituisce la premessa. Oggi le cose sono profondamente cambiate e i fotografi più accorti sanno proporsi anche ai collezionisti come autori rigorosi e affidabili.
Che realizzi ritratti su commissione, riprenda uomini, donne e bambini con i loro amici animali, indaghi in qualche lontano paese su temi scottanti o usi la macchina fotografica per creare video che accompagnano il suo lavoro di fotografa come quello di giornalista, Silvia Amodio resta fedele a un personale approccio metodologico che ne caratterizza i risultati.